Maschere veneziane: curiosità sul simbolo della suggestiva laguna

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maschere veneziane

Le maschere veneziane, insieme alle gondole, rappresentano al meglio le tante meraviglie della città immersa tra i canali. La loro storia è molto affascinante e tutta da scoprire, facciamolo con la lettura di questo articolo.

Quando pensiamo a Venezia, ci salta subito in mente l’arte e i meravigliosi paesaggi che offre, ma sicuramente non possono mancare i simboli che la rappresentano, ovvero le gondole iconiche e con cui attraversare i suggestivi canali e le maschere veneziane: colorate, enigmatiche, eleganti che nascondo dietro una storia profonda tutta da scoprire. La festa, la trasgressione e il nascondersi dietro un’incantevole apparenza riesce a liberare la fantasia, ma soprattutto a godersi l’atmosfera del momento a pieno. Tutto questo è quello che succede al Carnevale di Venezia, vedendo sfilare incantevoli le maschere, apprezzate ed ammirate dai tanti turisti. Quando si visita questa meravigliosa città, non si può far altro che portarsi dietro un ricordo unico, molti scelgono proprio questo simbolo per avere un pezzo di Venezia sempre con sé. Scopri di più su dove acquistare le maschere veneziane, realizzate 100% made in Italy da artigiani esperti, con cura nei dettagli per ottenere a pieno un elemento d’arredo unico nel suo genere.

Scopriamo adesso qualcosa in più sulla storia e le origini delle maschere veneziane.

Storia e origini delle maschere veneziane

La storia delle maschere veneziane ha origini molto antiche, già nel 1268 è l’anno in cui è stata attuata la prima legge che limitava l’utilizzo improprio delle maschere, precisamente questo documento vietava ai cosiddetti mattacchioni, ovvero uomini mascherati il gioco delle “ova” che consisteva nel lancio di uova riempite di acqua di rose, contro le dame.

Le maschere erano e lo sono tutt’ora, realizzate di cartapesta e venivano prodotte in svariati modelli, colori, fantasie e decorati con l’aggiunta di gemme, nastri e tessuti. Gli artigiani che le realizzavano venivano chiamati maschereri, e la realizzazione di quest’ultime intorno al 1773 s’intensificò così tanto, che portò all’apertura di 12 botteghe di maschere a Venezia. Questo aspetto diede lavoro a molte persone, portando la vendita di maschere a livelli europei.

Un altro aspetto che riguarda l’usanza delle maschere a quei tempi consisteva nel fatto che non venivano utilizzate solo nel periodo di Carnevale ma in altre occasioni durante l’anno, come la festa di Santo Stefano e fino la notte di Martedì Grasso, inoltre era consentita durante i 15 giorni dell’Ascensione e con particolari deleghe fino a metà giugno. Altre occasioni riguardavano: banchetti, eventi particolari o la festa della Repubblica.

Cosa rappresentano le maschere veneziane?

Il termine “maschera” nella cultura veneziana, indicava l’usanza delle donne di vestirsi da uomini e viceversa, oppure di indossare barba e baffi finti. Successivamente la maschera divenne il simbolo della trasgressione, del divertimento e della libertà d’espressione.

La festa, l’armonia e la piena di libertà di divertirsi a proprio modo, rappresentano l’essenza delle maschere al Carnevale di Venezia, dove ceto, sesso e classe sociale spariscono e tutti vi possono accedere, per liberare la propria vitalità sotto colori sgargianti e forme particolari.