In viaggio alla scoperta del Chianti Classico

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Il Chianti Classico è una parte culturale importante del nostro Paese e in particolare della regione Toscana. Il Chianti è una zona che comprende la provincia di Siena, Firenze e una parte di Arezzo, per un’area che si estende per circa 70 mila ettari di territorio.

Le caratteristiche climatiche e ambientali sono un connubio perfetto per dare origine a un vino di ottima qualità.

Chianti: origine del nome

Perché questa zona è denominata Chianti? Da dove arriva questo nome? Per trovare la fonte del nome bisogna andare indietro nel tempo, anche se, le ricerche storiche non danno alcuna certezza sulle origini del nome.

Tuttavia esistono diversi racconti, miti e leggende che ne narrano la nascita.

Si dice che il nome sia legato alla terminologia “clangor”, il cui significato è rumore. Questa terra da sempre ricca di vegetazione e acqua ha conosciuto periodi prosperosi che si sono seguiti nel tempo.

Il “rumore” di cui si parla, era legato alle battute di caccia che si svolgevano in mezzo alle foreste, presenti in abbondanza in questa zona.

Un’altra chiarificazione del nome Chianti è legato alla parola “clante” che significava in passato “acqua”. Il territorio vanta la presenza di acque abbondanti fin dal passato, un segno di prosperità per la vegetazione. Ciò significava ricchezza e una buona coltivazione delle viti, con un’eccellente produzione di alcuni prodotti di elevata qualità, tra cui, appunto il vino.

La storia di questo territorio insegna, che proprio per la prosperità terriera di queste zone, i popoli del passato, in particolare gli etruschi, furono tra i primi a lasciare la pratica della pastorizia per dedicarsi all’agricoltura. Questi presto si resero conto che il terreno grazie alle sue caratteristiche, poteva dare maggiori possibilità di ricchezza.

Furono loro di fatti a introdurre la coltivazione della vite. Dopo di loro furono i romani a rendere produttiva quella terra. Nei secoli successivi, nonostante alcuni periodi di decadenza dovuti alle guerre, il brigantaggio e alle varie carestie, il territorio ebbe delle difficoltà oggettive.

La storia racconta come questo territorio sia riuscito a superare grandi difficoltà e ad andare avanti grazie all’intervento delle dinastie famigliari che si sono succedute in quel tempo. Alcuni famiglie nobili importanti di quell’era furono i Ricasoli e gli Antimori.

Cenni di storia

Intorno al XIII risalgono i primi documenti ufficiali della produzione del vino Chianti, conservati dalla famosa Lega del Chianti che nacque in quegli anni per proteggere e regolare i vari rapporti amministrativi con i terziari maggiori di quell’epoca: Radda, Gaiole, Castellina.

Riconosciuti tra i maggiori produttori di vino rosso a base del famoso Sangiovese.

Fu quel particolare periodo storico che le due città di Firenze e Siena, in conflitto perenne per la conquista dei territori, decisero che era arrivato il momento di trovare un compromesso.

Un accordo per dividersi parte di quel territorio tanto ricco e porre una tregua alle ostilità. Fu la soluzione migliore per cacciare un periodo reso difficile non solo dai conflitti, ma anche per il benessere, seriamente danneggiato, dalle lotte per il territorio.

Il Chianti Classico e il Chianti: differenze e storia

  • Chianti Classico
  • Chianti

Esiste una differenziazione della quale è importante parlare: Chianti e Chianti Classico. La distinzione riguarda interamente la produzione vinicola, la localizzazione geografica è la medesima per entrambi i vini.

Capita spesso che la denominazione in aggiunta “Classico” sia tralasciata, ma non si tratta solo di un dettaglio, ma di una particolarità che è bene precisare. La differenziazione è proprio nel vino e nella sua produzione e qualità. Un aspetto non indifferente.

Per ricercare tale differenza bisogna tornare indietro nel tempo, era il 1716 quando con un bando ufficiale l’allora Granduca di Toscana Cosimo III istituì i confini geografici della produzione vinicola del vino entro i confini delle città di Firenze e Siena.

Nel corso degli anni, la notorietà del vino e la sua richiesta, non solo nel territorio nazionale ma anche all’estero, aumentò in modo esponenziale. Questo portò a prendere una decisione importante: si ritenne necessaria una produzione extra per fronteggiare la richiesta del vino.

Per rispondere alla richiesta si pensò che la produzione del vino doveva avvenire anche con le viti che si trovavano oltre i confini della zona Chianti.

Nacque in questo modo nel 1924 il “Consorzio per la difesa del vino tipico del Chianti e della sua marca d’origine”, un’idea nata dalla necessità di tutelare la produzione del vino Chianti prodotto entro i confini originari del territorio dal nome omonimo.

Si rese necessaria la scelta di un simbolo identificativo, la preferenza cadde sul famoso Gallo Nero che identifica il Vino Chianti Classico. Il termine in accompagnamento fu aggiunto nel 1932 per distinguere il vino prodotto entro i confini originari, divenendo Chianti Classico.

Il solo nome Chianti identifica il vino prodotto con le viti coltivate negli ettari di terra oltre il confine geografico originario della zona Chianti.

Curiosità

Il simbolo del Gallo Nero che identifica il Chianti Classico, scelto dal Consorzio a protezione del vino originario della zona Chianti, è il medesimo simbolo scelto dall’antica Lega Militare del Chianti. Tale simbolo era stato riprodotto sul soffitto del Salone del Cinquecento di Palazzo Vecchio, che si trova a Firenze.

La Lega del Chianti fu creata nel 1384 dalla Repubblica di Firenze, si trattava di un’alleanza che aveva il compito di vigilare, difendere e amministrare il territorio del Chianti in nome della Repubblica. La scelta dell’icona come simbolo della Lega fu il Gallo Nero disegnato fu sfondo giallo.

Il Gallo Nero è ancor oggi il simbolo inequivocabile del vino Chianti Classico.